Il primo passo: guardarsi allo specchio. E auto ammirarsi.
Ho cominciato a seguire questa modalità dopo il millesimo
errore. Ho ingaggiato la mia battaglia contro l’imprecisione osservando i miei
movimenti riflessi.
Ed ecco il primo bottone: sapersi ammirare. Conoscersi
e riconoscersi ogni mattina appena svegli. Quanta bellezza vediamo?!
Ok, forse le occhiaie da panda sotto gli occhi non aiutano. E
nemmeno quel brufolo sorto insieme alle prime luci dell’alba.
Ma io parlo di un’altra bellezza. Che sta nell’unicità dell’immagine
che vedete riflessa. Cioè... quella lì o quello lì che vi guarda esiste solo in quel momento e in quel
luogo, perché siete voi! Osservate gli
occhi, quante cose hanno visto? Paesaggi, volti, rimasti intrappolati tra le ciglia. E la bocca, quanto ha provato ad esprimere, a
volte senza riuscirci?
E possiamo farci queste domande riguardo a ogni singola parte del nostro corpo. Che è qui e adesso. È incredibile a pensarci!
E possiamo farci queste domande riguardo a ogni singola parte del nostro corpo. Che è qui e adesso. È incredibile a pensarci!
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