giovedì 28 marzo 2019

I Goldbaum - Appunti di una Lettrice


I Goldbaum, Natasha Solomons

Siamo alle soglie della Prima Guerra Mondiale. I Goldbaum sono una stirpe di ricchi e potenti banchieri ebrei. I veri padroni della finanza europea. Costruttori di un impero economico più solido di quello dei singoli Stati. La fitta rete di prestiti e interessi lega e vincola i rapporti tra Paesi, ora sull’orlo di un precipizio. Il Dio denaro si manifesta nella sua spregiudicata capacità di muovere e modificare il destino di un’intera nazione.
I presupposti per un romanzo impegnativo ci sono tutti.
Ma Natasha Solomons stupisce il lettore per la delicata leggerezza con cui affronta la trama.
Il contesto storico rappresenta solo il sistema di cause-effetto che urtano con l’esistenza dei protagonisti e ne determinano alcune scelte. Un po’ come accade per tutti. Per qualche ignoto motivo cadiamo in un luogo e in un tempo preciso e lì dobbiamo giocarci le nostre carte. Apprendendo le regole. Ma i motori che ci spingono in alto o in basso sono sempre gli stessi, ovunque si nasca.
L’autrice prende per mano il lettore, pagina dopo pagina, e lo conduce alla scoperta dei protagonisti.
Greta Goldbaum, figlia del banchiere di Vienna, ci viene presentata sin dalle prime pagine come una bambina ribelle e vivace, proprio come i suoi riccioli che le «si imbizzarrivano sulla testa», indomabili e disordinati.
Affezionata all’irreprensibile fratello Otto, prova un sadico piacere nel provocare la madre, imbalsamata nel suo ruolo di moglie e di madre Goldbaum.
Le regole imposte dalla famiglia stringono più forte del corpetto che è costretta a indossare, fino a farla soffocare. Una su tutte: le donne Goldbaum sposano uomini Goldabaum e sfornano piccoli Goldbaum.

«Poi aveva scoperto Jane Eyre. Oh, il brivido di fare la governante e dipendere unicamente da se stessa! I pericoli e la meraviglia di essere sola al mondo. Jane Eyre poteva anche essere una governante che sognava di diventare una sposa ma Greta Goldbaum era la sposa che sognava di diventare la governante».

La sola idea di sposare un perfetto sconosciuto, il cugino inglese Albert, le provoca un moto interno di ribellione che riesce coraggiosamente ad esternare in una lettera destinata al futuro sposo, la sera prima del grande passo:

«Naturalmente non ti amo…ma ho paura che…non riusciremmo nemmeno a piacerci molto».

Il suo goffo tentativo colpisce Albert, englishman austero e perbenista.
Nonostante la fredda replica alla lettera, appena prima dell’inizio della celebrazione prende Greta in disparte e le lascia libertà di scelta. Può andar via e non sposarlo. Intuiamo sin da questo avvio la celata profondità dell’animo di Albert. Che in fondo è terribilmente attratto da quella donna sorridente e sopra le righe che dovrebbe diventare sua moglie. E che dopo una notte passata probabilmente insonne si presenta sconvolto alla cerimonia.
E ci offre una delle più belle lezioni sull’amore. La libertà. Se vuoi il bene di qualcuno devi permettergli di scegliere e sceglierti. E Albert, così digiuno di relazioni e di calore umano, in realtà nei suoi gesti rivela un grande altruismo. Pur di non rendere infelice una sconosciuta è disposto ad affrontare il volere delle famiglie riunite e ad abbassare il suo orgoglio, dichiarando sconfitta.
La Solomons non si dilunga in prolisse spiegazioni psicologiche.
Permette al lettore di cogliere tutti i segnali della costruzione lenta e faticosa di un matrimonio. Fatto di momenti di grande incomprensione e delusione delle aspettative. Ma anche di una rassicurante quotidianità, di un esserci l’uno per l’altro anche solo in silenzio.

«...per un po' di tempo ancora, un uomo e una donna restarono in silenzio sotto i ciliegi».

I Goldbaum è questo e molto altro. È una saga famigliare, un ritratto struggente dell’Europa degli anni Venti. Uno sguardo sulla complessità dell'identità ebraica, rispettata e disprezzata al tempo stesso. Una carezza al movimento di emancipazione femminile che iniziava a delinearsi e che si affermerà con la legge del 2 luglio 1928 che estese il suffragio a tutte le donne del Regno Unito.
La Solomons sfiora con eleganza molte tematiche concedendo al lettore di approfondirle personalmente senza cadere nei noiosi cliché delle narrazioni storiche. Al centro troneggia la solidità dei legami famigliari che a volte vacillano sotto il peso degli eventi ma che in fondo rimangono le sole radici ben affondate nella terra a tenere aggrappati i protagonisti.


Autore: Natasha Solomons
Titolo: I Goldbaum
Casa editrice: Neri Pozza


venerdì 8 marzo 2019

8 Marzo...Regala un Libro!


<8 Marzo>, <Festa della Donna>...
al posto della solita mimosa regala un libro!


Festeggiamo l'essere Donna, il mistero e la magia racchiusi nella femminilità.
Le mimose sono luminose e profumano, certo. 
Ma... cosa c'è di meglio di una buona lettura?!

Due romanzi, editi Neri Pozza, si immergono nell’abisso dell’universo femminile, esaltandone la drammatica potenza nascosta.
Io li ho gustati e ve li propongo.

<L’isola delle anime> - J. Holmstrom
Ambientato nella gelida Finlandia.
Su un’isola remota e dimenticata dalla civiltà vivono (o meglio sopravvivono) donne rifiutate dal mondo perché affette da disturbi mentali. Reietti. Ridotte a respiri. Rinchiuse nel cemento scontano la loro condanna.
Incontriamo subito la storia di Kate, giovane contadina, che all’apice della depressione e della fatica getta i suoi figli nel fiume ghiacciato annegandoli.
Quegli attimi brutali la marchieranno a fuoco per sempre. Scenderà nelle viscere del suo male, lo guarderà esplodendo di sofferenza e rifiutando la verità. 

Toccherà il fondo infimo del dolore e dell'abbruttimento fisico. Il testo ci accompagna nella sua solitudine, prima di figlia, poi di ragazza violata, infine di compagna abbandonata.
Un senso sottile di disperazione percorre la vicenda.
Il lettore sfiora corde fragili e profonde che vibrano al solo tocco.
Troviamo poi la storia di Elli, ventenne sopra le righe molestata da un datore di lavoro e poi fuggita con un operaio. E' accusata di furto. A lei l’autrice dedica poco spazio. Ne abbozza la figura lasciando immaginare un rapporto difficile con la figura materna, distante e irraggiungibile, e il senso di inadeguatezza.
Questa forse la pecca del libro. A metà romanzo si ha la sensazione che all’autrice sia sfuggita di mano la trama. Manca qualcosa.


<Il cuore delle ragazze arde più forte> - S. Rao
Villaggio indiano. Casta dei tessitori. 

Luogo povero e afoso. Poornima e Savitha, poco più che adolescenti, si conoscono e diventano amiche. Un’amicizia vera. Che è cura reciproca. 
Poornima ha perso da poco la mamma e il padre, severo e insensibile, ha come unica preoccupazione quella di trovarle un marito. 
È timida e goffa. La sua pelle scura fa scappare i pretendenti.
Savitha è povera ai limiti della sopravvivenza ma caparbia e indipendente.
Il padre è alcolizzato e la madre setaccia le discariche per trovare plastica da riciclare e rivendere.
Savitha va a lavorare per il padre di Poornima e dopo una prima diffidenza iniziale le due ragazze diventano inseparabili.
Poornima cucina per Savitha e non appena le è possibile le procura il suo cibo preferito: riso e banana. Savitha cuce giorno e notte per guadagnare di più ma si ritaglia del tempo per preparare il saari  che l'amica indosserà il giorno delle nozze.
Un drammatico evento segnerà per sempre le loro vite e le allontanerà.
Il romanzo si snoda seguendo le vicissitudini delle due giovani e sventurate indiane che saranno sfigurate dalla vita e dalla crudeltà umana.
Porteranno sulla pelle le tracce indelebili delle umiliazioni subite.
Ma scopriranno di avere dentro di se una forza infinita, tenuta accesa dal ricordo della purezza del loro legame,unico bagliore candido in un mondo sporco e corrotto.
Romanzo a tratti struggente ma appassionante.

Cosa hanno in comune le due storie?
Prima di tutto il ruolo delle figure maschili appena delineate e spesso sfuggenti. 

La loro unica funzione è quella di segnare il percorso delle protagoniste.
Viene esaltata la donna e la sua capacità di precipitare negli abissi più scuri e rialzarsi, l’importanza ricoperta dai sentimenti e dalle relazioni.
Donna come madre, figlia, amica, amante. Donna come fragilità. Che spesso costa troppo caro.