"Non mettetemi accanto a chi si lamenta / senza mai alzare lo sguardo, /a chi non sa dire grazie, /a chi non sa accorgersi più di un tramonto"
Non avere aspettative. Sembra la premessa ideale per un post cinico e scoraggiato. “Non aspettarti nulla dagli altri”, “Chi fa da sé fa per tre”, “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio” e una selva infinita di massime dal pessimismo cosmico che indurrebbero a chiudersi nel proprio guscio, con i pugni chiusi contro il mondo. Quante volte lo abbiamo pensato? Dopo l’ennesima delusione, dopo la fine di un legame. Sono barriere che innalziamo con un impeto di rabbia e orgoglio, promettendoci di non ricadere più negli stessi errori. Ma possono reggere davvero?
Come avrete capito, sono un’inguaribile romantica. Mi si rimprovera di galleggiare in un mondo fatato, ovattato. Credo però che la mia non sia la scelta più facile. Non è forse più semplice puntare il dito e dire che fa tutto schifo, arrendersi all’egoismo e al così fan tutti? C’è qualcosa di particolarmente coraggioso nell’ingaggiare una lotta con la società, nell’infrangere le regole solo per il gusto di ribellarsi? Sbraitare contro politica, economia, religione? E a cascata contro colleghi, vicini, presunti amici che poi non si sono rivelati tali? È una forma mentis molto contagiosa. Che ha attraversato indenne tutte le epoche. È il veleno dell’umanità. Il così fan tutti, appunto. E niente cambia. Ma se il vero coraggio fosse provare a inseguire la felicità? E ritagliarsi il proprio pezzetto di mondo migliore (al netto di una prevista dose di delusione e sofferenza chiaramente)?
Da qui questo piccolo proposito. Così semplice da formulare ma enorme da applicare. Non caricare gli altri delle nostre aspettative! Più o meno consapevolmente la dinamica delle relazioni ruota quasi sempre intorno alle aspettative.
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La rabbia. Quando ci arrabbiamo? Ci
verranno in mente un milione di risposte. Ma la maggior parte ha sottesa questa
grande verità: gli altri non si comportano come vorremmo. Pensiamo alle
litigate furibonde con il nostro ragazzo. Ci fa infuriare che lui sia distratto
o disordinato o pigro, che non intuisca i nostri bisogni, che abbia interessi
diversi. Pensiamo alle incomprensioni nelle amicizie. Quanti rapporti si sono
concluse perché i bisogni e i desideri reciproci sono cambiati e l’altro non
corrispondeva più alle nostre esigenze? È brutto scriverlo ma purtroppo accade
molto di frequente. Quello che contava davvero erano le nostre aspettative e
non la persona che avevamo accanto.
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La possessività. Gli altri non sono nostri. Sono
persone che vivono, soffrono, lottano, hanno paure e sogni. Non sono
distributori automatici di compagnia, consigli, coccole, affetto in base ai
nostri bisogni e debolezze. Se la nostra amica non può accompagnarci a
quell’aperitivo a cui tenevamo tanto perché ha un altro impegno come la
prendiamo? La insultiamo mentalmente fino alla fine dei nostri giorni? Se
all’improvviso il nostro fidanzato decidesse di non portarci al centro
commerciale perché semplicemente non ne ha voglia insceneremmo la guerra dei
mondi??
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I vincoli. Quante volte prendiamo una
decisione solo per non deludere le aspettative? I nostri genitori ci immaginano
aitanti manager in carriera? Ed ecco che arranchiamo piano nel tentativo di
ottenere un titolo di studio quando invece preferiremmo aprire un bar in Costa
Rica. Quante persone noiose abbiamo frequentato solo per paura di non offendere
i nostri partner? Quante parole di troppo abbiamo pronunciato, quante sigarette
fumate, quante sbronze prese per essere all’altezza delle aspettative dei
nostri amici quando magari avremmo preferito altro? Quando forse in certi
momenti avremmo voluto parlare davvero di ciò che avevamo a cuore, un problema,
un desiderio. Quanti abbracci non abbiamo dato solo per orgoglio, perché gli
altri non si sarebbero aspettati un gesto di tale tenerezza da noi?!
Immaginate di sentirvi finalmente liberi dalle aspettative, le vostre e quelle
altrui. Prima sensazione? Sospiro di sollievo?! Le relazioni non sono
cartellini da timbrare, sono doni! È tutto gratis! Ognuno dispone
quotidianamente di 24h, 1440minuti, 86400 secondi da spendere. E una sola vita.
Preziosissima. I gesti e le attenzioni sono quindi regali che gli altri ci
fanno, per amore, affetto e altre mille motivazioni. Non è detto che possano
sempre corrispondere alle nostre aspettative che molto spesso sfociano in
pretese. Non ci sono persone sempre perfette, non ci sono persone sempre
presenti. Immagazzinato questo concetto quanta leggerezza! Che non è
superficialità o cinismo ma “planare
sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.
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