I Goldbaum,
Natasha Solomons
Siamo alle
soglie della Prima Guerra Mondiale. I Goldbaum sono una stirpe di ricchi e potenti
banchieri ebrei. I veri padroni della finanza europea. Costruttori di un impero
economico più solido di quello dei singoli Stati. La fitta rete di prestiti e
interessi lega e vincola i rapporti tra Paesi, ora sull’orlo di un precipizio. Il
Dio denaro si manifesta nella sua spregiudicata capacità di muovere e
modificare il destino di un’intera nazione.
I presupposti
per un romanzo impegnativo ci sono tutti.
Ma Natasha
Solomons stupisce il lettore per la delicata leggerezza con cui affronta la
trama.
Il contesto
storico rappresenta solo il sistema di cause-effetto che urtano con l’esistenza
dei protagonisti e ne determinano alcune scelte. Un po’ come accade per tutti. Per
qualche ignoto motivo cadiamo in un luogo e in un tempo preciso e lì dobbiamo
giocarci le nostre carte. Apprendendo le regole. Ma i motori che ci spingono in
alto o in basso sono sempre gli stessi, ovunque si nasca.
L’autrice prende
per mano il lettore, pagina dopo pagina, e lo conduce alla scoperta dei
protagonisti.
Greta Goldbaum,
figlia del banchiere di Vienna, ci viene presentata sin dalle prime pagine come
una bambina ribelle e vivace, proprio come i suoi riccioli che le «si
imbizzarrivano sulla testa», indomabili e disordinati.
Affezionata all’irreprensibile
fratello Otto, prova un sadico piacere nel provocare la madre, imbalsamata nel
suo ruolo di moglie e di madre Goldbaum.
Le regole
imposte dalla famiglia stringono più forte del corpetto che è costretta a indossare,
fino a farla soffocare. Una su tutte: le donne Goldbaum sposano uomini
Goldabaum e sfornano piccoli Goldbaum.
«Poi aveva
scoperto Jane Eyre. Oh, il brivido di fare la governante e dipendere unicamente
da se stessa! I pericoli e la meraviglia di essere sola al mondo. Jane Eyre
poteva anche essere una governante che sognava di diventare una sposa ma Greta
Goldbaum era la sposa che sognava di diventare la governante».
La
sola idea di sposare un perfetto sconosciuto, il cugino inglese Albert, le
provoca un moto interno di ribellione che riesce coraggiosamente ad esternare
in una lettera destinata al futuro sposo, la sera prima del grande passo:
«Naturalmente
non ti amo…ma ho paura che…non riusciremmo nemmeno a piacerci molto».
Il suo goffo
tentativo colpisce Albert, englishman
austero e perbenista.
Nonostante la
fredda replica alla lettera, appena prima dell’inizio della celebrazione prende
Greta in disparte e le lascia libertà di scelta. Può andar via e non sposarlo. Intuiamo
sin da questo avvio la celata profondità dell’animo di Albert. Che in fondo è
terribilmente attratto da quella donna sorridente e sopra le righe che dovrebbe
diventare sua moglie. E che dopo una notte passata probabilmente insonne si
presenta sconvolto alla cerimonia.
E ci offre una
delle più belle lezioni sull’amore. La libertà. Se vuoi il bene di qualcuno
devi permettergli di scegliere e sceglierti. E Albert, così digiuno di
relazioni e di calore umano, in realtà nei suoi gesti rivela un grande
altruismo. Pur di non rendere infelice una sconosciuta è disposto ad affrontare
il volere delle famiglie riunite e ad abbassare il suo orgoglio, dichiarando
sconfitta.
La
Solomons non si dilunga in prolisse spiegazioni psicologiche.
Permette al
lettore di cogliere tutti i segnali della costruzione lenta e faticosa di un
matrimonio. Fatto di momenti di grande incomprensione e delusione delle
aspettative. Ma anche di una rassicurante quotidianità, di un esserci l’uno per
l’altro anche solo in silenzio.
«...per un po' di tempo ancora, un uomo e una
donna restarono in silenzio sotto i ciliegi».
I Goldbaum è questo e molto altro. È una
saga famigliare, un ritratto struggente dell’Europa degli anni Venti. Uno
sguardo sulla complessità dell'identità ebraica, rispettata e disprezzata al
tempo stesso. Una carezza al movimento di emancipazione femminile che iniziava
a delinearsi e che si affermerà con la legge del 2 luglio 1928 che estese il
suffragio a tutte le donne del Regno Unito.
La Solomons sfiora
con eleganza molte tematiche concedendo al lettore di approfondirle personalmente
senza cadere nei noiosi cliché delle
narrazioni storiche. Al centro troneggia la solidità dei legami famigliari che
a volte vacillano sotto il peso degli eventi ma che in fondo rimangono le sole
radici ben affondate nella terra a tenere aggrappati i protagonisti.
Autore: Natasha Solomons
Titolo: I Goldbaum
Casa editrice: Neri Pozza

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