venerdì 8 marzo 2019

8 Marzo...Regala un Libro!


<8 Marzo>, <Festa della Donna>...
al posto della solita mimosa regala un libro!


Festeggiamo l'essere Donna, il mistero e la magia racchiusi nella femminilità.
Le mimose sono luminose e profumano, certo. 
Ma... cosa c'è di meglio di una buona lettura?!

Due romanzi, editi Neri Pozza, si immergono nell’abisso dell’universo femminile, esaltandone la drammatica potenza nascosta.
Io li ho gustati e ve li propongo.

<L’isola delle anime> - J. Holmstrom
Ambientato nella gelida Finlandia.
Su un’isola remota e dimenticata dalla civiltà vivono (o meglio sopravvivono) donne rifiutate dal mondo perché affette da disturbi mentali. Reietti. Ridotte a respiri. Rinchiuse nel cemento scontano la loro condanna.
Incontriamo subito la storia di Kate, giovane contadina, che all’apice della depressione e della fatica getta i suoi figli nel fiume ghiacciato annegandoli.
Quegli attimi brutali la marchieranno a fuoco per sempre. Scenderà nelle viscere del suo male, lo guarderà esplodendo di sofferenza e rifiutando la verità. 

Toccherà il fondo infimo del dolore e dell'abbruttimento fisico. Il testo ci accompagna nella sua solitudine, prima di figlia, poi di ragazza violata, infine di compagna abbandonata.
Un senso sottile di disperazione percorre la vicenda.
Il lettore sfiora corde fragili e profonde che vibrano al solo tocco.
Troviamo poi la storia di Elli, ventenne sopra le righe molestata da un datore di lavoro e poi fuggita con un operaio. E' accusata di furto. A lei l’autrice dedica poco spazio. Ne abbozza la figura lasciando immaginare un rapporto difficile con la figura materna, distante e irraggiungibile, e il senso di inadeguatezza.
Questa forse la pecca del libro. A metà romanzo si ha la sensazione che all’autrice sia sfuggita di mano la trama. Manca qualcosa.


<Il cuore delle ragazze arde più forte> - S. Rao
Villaggio indiano. Casta dei tessitori. 

Luogo povero e afoso. Poornima e Savitha, poco più che adolescenti, si conoscono e diventano amiche. Un’amicizia vera. Che è cura reciproca. 
Poornima ha perso da poco la mamma e il padre, severo e insensibile, ha come unica preoccupazione quella di trovarle un marito. 
È timida e goffa. La sua pelle scura fa scappare i pretendenti.
Savitha è povera ai limiti della sopravvivenza ma caparbia e indipendente.
Il padre è alcolizzato e la madre setaccia le discariche per trovare plastica da riciclare e rivendere.
Savitha va a lavorare per il padre di Poornima e dopo una prima diffidenza iniziale le due ragazze diventano inseparabili.
Poornima cucina per Savitha e non appena le è possibile le procura il suo cibo preferito: riso e banana. Savitha cuce giorno e notte per guadagnare di più ma si ritaglia del tempo per preparare il saari  che l'amica indosserà il giorno delle nozze.
Un drammatico evento segnerà per sempre le loro vite e le allontanerà.
Il romanzo si snoda seguendo le vicissitudini delle due giovani e sventurate indiane che saranno sfigurate dalla vita e dalla crudeltà umana.
Porteranno sulla pelle le tracce indelebili delle umiliazioni subite.
Ma scopriranno di avere dentro di se una forza infinita, tenuta accesa dal ricordo della purezza del loro legame,unico bagliore candido in un mondo sporco e corrotto.
Romanzo a tratti struggente ma appassionante.

Cosa hanno in comune le due storie?
Prima di tutto il ruolo delle figure maschili appena delineate e spesso sfuggenti. 

La loro unica funzione è quella di segnare il percorso delle protagoniste.
Viene esaltata la donna e la sua capacità di precipitare negli abissi più scuri e rialzarsi, l’importanza ricoperta dai sentimenti e dalle relazioni.
Donna come madre, figlia, amica, amante. Donna come fragilità. Che spesso costa troppo caro.

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