Mi
è capitato tra le mani questo libro edito da Neri Pozza: Florence Grace
di Tracy Rees.
Non
ha deluso le aspettative, né in positivo né in negativo. È una storia che si
lascia leggere con piacere.
La
protagonista è Florence Buckley, nata in Cornovaglia, non sotto i migliori
auspici. La madre muore nel darla alla luce e il padre rimane vittima di un
incidente qualche anno dopo. Florrie cresce indipendente e selvaggia nelle
amate brughiere in compagnia della nonna Nan e della Vecchia Rilla, la “saggia”
del villaggio che le trasmette le sue conoscenze sulle erbe e sulla
fitoterapia.
La
sua vita cambierà quando scoprirà all’improvviso le sue vere origini e dovrà
trasferirsi a Londra per prendere il posto che le spetta all’interno della
ricca e chiacchierata famiglia dei Grace, guidata dall’autocratico e prepotente
Grande Hawker. Lì conoscerà la vita mondana della città, i suoi bassifondi, le
buone maniere, il perbenismo vittoriano e soprattutto i fratelli Grace, Sanderson e Turlington, l’uno biondo
gentile ed educato, rassegnato a compiacere i voleri famigliari; l’altro imbronciato, con il volto pallido e tormentato nascosto da un
ciuffo di capelli neri.
Le premesse per una trama accattivante ci sono.
Tuttavia, a mio parere, la storia non decolla mai veramente. Rimane come sospesa sullo scorrere degli eventi. Ci si aspetta un colpo di scena o una discesa in profondità che non arriva.
Tuttavia, a mio parere, la storia non decolla mai veramente. Rimane come sospesa sullo scorrere degli eventi. Ci si aspetta un colpo di scena o una discesa in profondità che non arriva.
Nel finale vi è un bagliore di originalità che
ho però apprezzato.
A dispetto delle aspettative, l’amore non vince
su ogni cosa.
È solo Florence a vincere, non rinunciando alla
sua purezza e alla sua natura per compiacere un amore tormentato che la stava
spegnendo.
Florence è un una donna rivoluzionaria perché in
pieno Ottocento sceglie e non si lascia scegliere. Rinuncia ad un matrimonio
comodo ed economicamente vantaggioso per amore. Ma poi rinuncia anche all’amore
per non perdere se stessa.

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