giovedì 11 aprile 2019

Addio Gary Cooper

«Who took the cookie from the cookie jarSiete tutti molto brillanti e ben informati e forse troverete la risposta. Beh io non so chi vi abbia rubato il biscotto. Forse la scienza, o Freud, o Marx, o il benessere o forse l’avete distrutta a colpi di insetticida ma di certo vi manca terribilmente e sareste disposti a mettere qualsiasi cosa al suo posto.»

Non conoscevo Romain Gary. Me ne sono innamorata.
Per lo stile ironico, estroso, tormentato.
La voce narrante assume di volta in volta il punto di vista di uno o più protagonisti. Dribbla tra monologo interiore e dialogo, tra realtà e immaginazione. Si aspetta che sia il lettore a compiere un passo mentale in avanti per arrivare a comprendere.
Me ne sono innamorata per l'ampia conoscenza degli anni a lui contemporanei e per la lucida analisi sociale e politica. La guerra del Vietnam, le problematiche razziali e le proteste sociali sporcano l'immagine patinata di un'America non più all'altezza delle aspettative.
Romain Gary. 
Pseudonimo scelto con cura da Roman Kacev, nato a Vilnius da genitori ebrei. 
"Gary", che in russo significa "brucia" all'imperativo. "Gary" come Gary Cooper, mito cinematografico americano.
Filosofo, combattente, console, Roman Kacev fu tutto questo e molto altro. Morì suicida nel 1980, orchestrando la sua uscita di scena in maniera a dir poco teatrale. Decise di spararsi in bocca indossando solo una vestaglia rossa in modo che il colore del sangue si mescolasse armonicamente con il vestito. E dopo la morte rivelò di aver firmato altri romanzi con il nome di Emil Ajar.  
Questo romanzo, come la vita del suo autore, non si può riassumere senza perdersi nel labirinto dei suoi eccessi e significatiDa qui la scelta di darvene un piccolo assaggio tramite citazioni.

«Pioveva. Una melodia sopra il tetto. La più bella melodia del mondo, quando la ascolti in due, di notte, sentendoti al riparo fra le sue braccia; più il vento e la pioggia si scatenano fuori più sicure e più forti sembrano quelle braccia intorno a te. Almeno è così che mi piace immaginarlo. Per tutta la vita sono stata da sola ad ascoltare la pioggia sul tetto (...) La stiamo solo sprecando, questa pioggia meravigliosa. Tutti e due».


«Il vostro D.D.T. ideologico ha fatto esattamente la stessa cosa. Per ogni odiosa menzogna e per ogni insetto nocivo che ha distrutto, ha ucciso una briciola di vita, di verità e di bellezza. Sosteneva di lavorare per la Grande Primavera, ma quando la primavera è arrivata ci si è accorti che non c’era altro che silenzio. Il vostro cinismo non è che questo: un puritanesimo divorante. Andate a vivere in Ungheria. Là sarete ridotti al silenzio e questo vi darà la meravigliosa sensazione di avere qualcosa da dire».

«E non venire a parlare di comunismo ai neri americani perché noi non vogliamo essere integrati. Nel proletariato come in qualunque altra cosa vostra. Ricordatevi anche questo: non abbiamo alcuna intenzione di rovesciare il capitalismo americano, tutt’altro. Noi vogliamo farci risarcire. Abbiamo secoli di spoliazione, di sfruttamento, di lavoro e di sudore da farci rimborsare con tanto di interessi. Non intendiamo spartire nulla con il proletariato bianco. Pur di non darci quello che ci spetta i bianchi sarebbero capaci di diventare tutti comunisti. La lotta dei neri americani passa per il capitalismo nero e per l’arricchimento dei neri. Non c’è e non potrebbe esserci un proletariato nero perché ogni nero è prima di tutto un uomo derubato, spogliato, sfruttato, e noi vogliamo che i nostri beni ci vengono restituiti e anche con un bel tasso. Il comunismo è il nostro nemico, perché invoca una società senza classi. (...) I neri non faranno la vostra rivoluzione perché è cucita col filo bianco».


«Ci sono momenti in cui né la rivolta dei neri americani né il Vietnam possono fare qualcosa per voi, per aiutarvi a liberarvi da voi stessi. Malgrado tutti gli assalti ideologici il piccolo dannato regno dell’Io tieni duro e non vi permette di rifugiarvi fuori dei suoi confini del grande nulla della sofferenza degli altri».

«Quando si inizia a voler tenere una ragazza tra le braccia per sempre, vuol dire che è arrivato il momento di filare. Io non ho lezioni da darvi, ma vi dirò comunque una cosa: l’amore esiste. Non è un’invenzione, non è un film dell’orrore: esiste sul serio. E quando ti prende ti prende tutto intero».



Autore: Romain Gary
Titolo: Addio Gary Cooper
Casa editrice: Neri Pozza


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