lunedì 23 settembre 2019

Sostiene Pereira - Appunti di una Lettrice

Chi è Pereira?
Pereira è un uomo grassoccio di mezza età, rimasto vedovo. Scrive l’inserto culturale del “Lisboa”, un giornale indipendente portoghese.
Siamo nel 1938. Sull’Europa soffia il vento della guerra, delle persecuzioni razziali. La Spagna e i franchisti sono alle porte. Il clima antisemita permea l’atmosfera. Il regime di Salazar sopprime duramente ogni opposizione.

Cosa sostiene Pereira?
Apparentemente niente e nessuno, solo il quieto vivere.
Non sostiene il governo perché non condivide l’ideale della destra nazionalista. Non sostiene nemmeno i dissidenti. Troppo rischioso. Dante a questo punto della storia lo avrebbe messo tra gli ignavi, «che tengon l'anime triste di coloro che visser sanza infamia e sanza lodo».
Un’anima triste, vero. Pereira si sente inerme e solo. Pensa spesso alla morte. L’unico scambio confidenziale è quello con il ritratto della moglie deceduta per tubercolosi. Si rifugia nella cultura scegliendo accuratamente autori e romanzi che rimangano imparziali, fuori dalla realtà.
Pereira è un uomo noiosamente preciso e abitudinario. Un uomo che non ama infrangere le regole, anzi fa di tutto per comportarsi senza destare la minima attenzione. Ogni giorno si reca nello stesso bar, il Cafè Orquidea, dove consuma sempre il solito pasto: omelette alle erbe e limonata.

Ma Pereira non è un antieroe novecentesco. Non è un inetto sveviano. È semplicemente addormentato e immobile, appesantito dagli anni.
Il romanzo è la storia del suo lento risveglio. Come uomo, come giornalista, come intellettuale.
Tanti piccoli incontri lo condurranno a riscoprire il senso del proprio ruolo nel Paese.

La signora del treno:

Lei è un intellettuale, dica quello che sta succedendo in Europa, esprima il suo libero pensiero, insomma faccia qualcosa.
Sostiene Pereira che avrebbe voluto dire molte cose. Avrebbe voluto rispondere che sopra di lui c’era il suo direttore, il quale era un personaggio del regime, e che poi c’era il regime, con la sua polizia e la sua censura, e che in Portogallo tutti erano imbavagliati, insomma che non si poteva esprimere liberamente la propria opinione (…) ma non disse niente di tutto questo, Pereira, disse solo: farò del mio meglio signora Delgado ma non è facile fare del proprio meglio in un Paese come questo per una persona come me, sa , io non sono Thomas Mann, sono solo un oscuro direttore della pagina culturale di un modesto giornale del pomeriggio(…)
Capisco, replicò la signora Delgado, ma forse tutto si può fare, basta averne la volontà.

Saranno determinanti anche il dottore della clinica di talassoterapia, il dottor Cardoso, e sopratutto il neo-collaboratore Monteiro e la bella Marta, giovani ardenti di idee socialiste e antigovernative che chiederanno sostegno a Pereira.

Il fatto è che mi è venuto un dubbio: e se quei due ragazzi avessero ragione? 
In tal caso avrebbero ragione loro, disse pacatamente il dottor Cardoso, ma è la Storia che lo dirà non lei, dottor Pereira. 
Sì, disse Pereira, però se loro avessero ragione la mia vita non avrebbe senso, non avrebbe senso avere studiato lettere a Coimbra e avere sempre creduto che la letteratura fosse la cosa più importante del mondo, non avrebbe senso che io diriga la pagina culturale di questo giornale del pomeriggio dove non posso esprimere la mia opinione e dove devo pubblicare racconti dell'Ottocento francese, non avrebbe più senso niente, e è di questo che sento il bisogno di pentirmi.

Questo romanzo è un capolavoro. Una scrittura delicata, elegante e ironica.
Un inno alla libertà individuale e al dovere morale di ogni uomo che è responsabile delle proprie azioni e delle proprie scelte nella Storia, che non può delegare il peso degli eventi ad altri ma che ha il compito di agire nel proprio piccolo angolo di mondo. 
Di Tabucchi amo anche la capacità di accompagnare il lettore per le ruas di Lisbona facendogli assaporare con le parole i piatti tipici della cucina locale. Dal porto all'arroz de tamboril, alle specialità dell'Alentejo. Uno squisito assaggio di Portogallo condito dal peso intellettuale di riflessioni profonde sull'uomo e sulla sua dignità.


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